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Martiri in Tarso o in Antiochia?
Gli atti del loro martirio li ricordano come martiri a Tarso in Cilicia, sotto Diocleziano, nel 304 o 305 di Cristo. Ma non mancano le difficoltà. L'esatto luogo del Martirio deve ritenersi Antiochia di Siria, o Tarso in Cilicia? I martirologi di Floro, di Adone e di Usuardo seguendo la versione del Martirologio Geronimiano, indicano Antiochia; I Sinassari Greci, il Baronio nel Martirologio Romano e quasi tutti gli altri hanno preferito accordare fiducia a Tarso, luogo come si è detto indicato dagli Atti. Gli uni e gli altri si riferiscono sempre al piccolo Quirico ed a sua madre Giulitta.
Data del martirio Anche qui, non tutti gli scrittori sono d'accordo. Alcuni la pongono il 15 luglio, altri il 16 di giugno. Così pure non tutti concordano riguardo all'anno; poichè alcuni (e sono la maggioranza) ritengono che il loro martirio sia avvenuto nel 304; altri tuttavia lo pongono nel 305. In un solo punto convengono tutti: nel ritenere cioè che il martirio sia avvenuto sotto l'imperatore Diocleziano e durante la decima persecuzione, in seguito al quarto editto emanato da quell'imperatore il 24 febbraio del 303, da Nicomedia, per istanza di Galerio; il quale si era recato apposta là per convincere l'imperatore dell'assoluta necessità di distruggere i cristiani. Si sa anche che Diocleziano da prima resistette, poi si arrese e firmò l'editto che estendeva la persecuzione a tutto l'impero d'Oriente. Seguiamo le argomentazioni del p. Bernardino Tassotti, attingendo dal suo prezioso volumetto I Santi Martiri Quirico e Giulitta e il loro culto, Ancona 1932 (riedito nel 1990, a cura del parroco di Cargeghe).. Poiché Diocleziano abdicò il 1° maggio del 305, è necessario ammettere che il martirio dei nostri Santi sia avvenuto tra il 24 febbraio del 303 ed il 1° maggio del 305. Non più tardi, perché possa dirsi avvenuto sotto Diocleziano; non più presto, perché prima la persecuzione non era estesa all'impero d'Oriente. Nessuno scrittore afferma che il martirio dei nostri Santi sia avvenuto nel 303; resta perciò da stabilire se sia avvenuto nel 304 o nel 305. Ma esso non può essere avvenuto nel 305, perchè Diocleziano sia alla data del 16 giugno o del 15 luglio, non era più imperatore, avendo già abdicato. Dunque bisogna stare alla Lettera di Teodoro, con la tradizione e con tutti i migliori storici che hanno scritto dei nostri Santi, e ritenere che il loro martirio sia avvenuto nel 304; che fu anche l'anno in cui la persecuzione toccò il colmo della ferocia. Argomenti in contrario, che favoriscano la tesi dei pochi scrittori che l'hanno voluto porre nel 305, non se ne conoscono. Quanto poi alla seconda questione, se il martirio sia avvenuto nel giorno 16 giugno o 15 luglio, anche sul giorno non tutti convengono. Il Martirologio Romano (sec. ) e qualche altro autore pongono il martirio dei nostri Santi al 16 giugno, anziché al 15 di luglio. Questa differenza di data pare sia avvenuta molto tardi, e particolarmente dopo la pubblicazione del Catalogus Sanctorum di Pietro De' Natali (1^ ediz.: Vicentiae, a. 1493, cur. Antonio Vorle), in cui la festa dei SS. Quirico e Giulitta si legge appunto, e pare per la prima volta, al 16 di giugno. E appunto sotto tale data piacque poi ai calendaristi romani di porre nei Messali e Breviari i nomi di Cyrici et Julittae. Dall'altra parte, non solo i Menologi Greci pongono la festa di questi Santi al 15 di luglio -- e con essi tutta la tradizione greca, confermata dalla Lettera di Teodoro -- ma: anche nella tradizione occidentale latina, la si trova negli antichi calendari dei Frati Minori e negli altri riportati dallo Zaccaria nel suo Excursus litterarius e nella Biblioteca Rituale, dove nel Capitolare di un codice del sec. IX di Lugano così si legge: «Die XV mensis suprascripti (Julii) Natale S. Cyriaci» (qui si sa che Cyriaci è uguale a Cyrici). Con la tradizione greca si univa anticamente anche la Chiesa Napoletana, come risulta dal Calendario di marmo recentemente scoperto e conservato presso la Curia vescovile; a Napoli sorgevano tempo fa un Monastero ed una chiesa annessa, ad onore dei due Martiri dedicati. La stessa data del 15 luglio si trova nei Calendari Avellanensi del 1250 - 1260 - 1300 e 1400 circa; in quello Sanseverinense del 1450; nonchè nei due Fabrianensi del 1350 e 1400 circa. Al 15 di luglio parimenti la pongono i Calendari greci e siriaci, il Sinassario, il Menologio Basiliano ed il Calendario Armeno. Infine, la data del 15 luglio è confermata anche dal Breviario dei Benedettini, usato da S. Romualdo (sec.X-XI), fondatore dei Monaci Camaldolesi, come risulta da un'antica <Cronaca della Serra di S. Quirico>, riportata dal Domenico Gasparri nelle sue: Memorie Storiche di Serra S. Quirico (Roma, 1883, pag. 171). Ed è perciò che nei luoghi dove il culto di S. Quirico fu importato dagli stessi Monaci Camaldolesi o Avellaniti, la festa di S. Quirico si è sempre celebrata al 15 di luglio, anche dopo la loro partenza.
Quando sono festeggiati
Dies natalis. Come ognuno sa, il santo, vale a dire il personaggio che viene onorato nella Chiesa con il culto pubblico, presenta un particolare un po' singolare: che la sua storia comincia, per così dire, nel punto in cui termina quella degli uomini illustri, e che la sua esistenza ha dei prolungamenti indefiniti, anche in questo mondo terreno, per gli onori ufficiali che gli vengono tributati nonchè per gli avvenimenti in cui i suoi fedeli ritengono di poter riconoscere il suo intervento (Delehaye). Nelle Chiese d'Occidente, seguendo la compilazione dei calendari successivi al Martirologio Romano, la loro festa è prevalentemente celebrata il 16 giugno (talvolta il 13 giugno); meno frequentemente, soprattutto nelle località a più antica tradizione locale, il 15 ( o 16 o 17) Luglio. Come si è visto sopra, la data più probabile del loro martirio è tuttavia il 15 di luglio, in cui la loro festa si celebra sia presso i Greci, che i Siro-Maroniti, i Copti, i Moscoviti, gli Armeni ed i Nestoriani. Anche tutta una classe di libri liturgici designa la celebrazione della loro festa nel 15 luglio, al pari dei Greci. I Bizantini onoravano Giulitta il 15 luglio e la commemorazione si faceva a Costantinopoli nella cappella di S. Michele.
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