I loro Nomi
Quirico, secondo quanto precisano i linguisti, sarebbe la forma volgare di Ciriaco. Entrambi derivano da Kyrios (cioè signore, in greco) ed equivalgono nel significato al latino Dominicus.
Ma, come già in greco quel nome è spesso scambiato con i simili
Kirykos, Kerekou, Kerikou, Kerukou, Kurikou, Kuriacòs e Kuricòs, così in latino ha dato origine alle forme di Quiricus e anche a quelle di Cericus, Cyricus, Cyriacus, Cyrus e Syrus, giacchè il suo culto fu diffusissimo in tutto l'Occidente.
Molti sono i nomi che, importati da altri paesi, così come gli stessi nomi diffusi in paesi diversi, presentano varianti anche sensibili, dovute a deformazioni della lingua popolare o ad errori di trascrizione. La varietà delle forme assunte dal nome di Quirico è stata così grande che, come assicura il Réau (
Hiconographie de l'art Chrétien) anche numerosi storici d'arte non hanno saputo riconoscerlo.
Ecco le diverse forme finora da noi individuate, con cui viene indicato il nome di questo martire bambino:
Quirico, è la forma consueta in Italia, dove troviamo, però, anche quelle di Quilico e di Chirico (nel nome di due Comuni: San Chirico Nuovo e San Chirico Rapàro);
Quirico è presente anche in Spagna, dove peraltro si trovano anche le forme di Quirce e Quirse; in Portogallo, Querido;
In Francia,  ha dato origine a una vera babilonia di forme. La più diffusa è la lezione Cyr; così il Réau (opera citata) ed il Joanne (Dictionnaire géographique et administratif de la France). Ma Brunet, traduttore in francese della Leggenda aurea, lo chiama Quirique; Courajod, nelle sue lezioni a l'École du Louvre, Cyricus; Perate e Bertaux, ne L'histoire de l'art d'André Michel, parlano di Quiricus o Quiritius. Nessuno di loro tuttavia sembra dubitare che si tratti di saint Cyr, cioè il nostro san Quirico. Nella toponimia delle località, si trovano anche: Cire, Cirycus, Cyricus, Quirique, Quiricus o Quiritius e Sire; con altre variazioni come: Cerdre, Cergue, Cergues (Cher), Cierge, Ciergue, Ciers, Cirgues, Cirice, Cirq, Cric, Cricq, Cy, Cyriac, Cyrgues, Cyrice; Geyrac, Griède, Quiric, Serdre; ed altre varianti ancora come: Ceyrac, Ciergues, Cirgue, Circq, Cricq,  Cyrice, Quirc.
Altre forme, in paesi diversi:
Quiricus e Cyrus in Germania e Inghilterra; Qìrqos in Etiopia.
Giulitta.  Meno alterazioni ha avuto il nome di Giulitta, che non va al di là di: Julitta in latino; Giulitta e Giuletta o Giulietta in Italia; Julita e Yolita in Spagna; Julitta in Germania ed Inghilterra; Julitte e Juliette in Francia; Ijaluta in Etiopia. Altri fanno semplicemente confusione fra la martire Giulitta e la biblica Giuditta.

Possibili confusioni con altri santi
San Quirico. Invece, in alcune località del Piemonte (come Centallo, Asti, Murisengo, e forse qualche altra), si parla anche di un Martire adulto, legionario della cosiddetta Legione Tebea e quindi compagno anche nel martirio dei santi Maurizio, Candido, Vittore, ecc. Altrove, per commistione grossolana con la memoria del martire della legione tebea, a volte, anche il piccolo Quirico viene raffigurato nei panni di un piccolo legionario romano.
Nel
Dictionnaire de Biographie chrétienne, a cura di Francois Pérennés, si legge dell'esistenza di un altro saint Cyr, medico, che fu martirizzato in Egitto il 31 gennaio del 311 e viene ricordato in coppia con Giovanni.
In Spagna, dove il culto dei nostri santi è assai diffuso, si fa memoria anche di un altro Quirico, santo Vescovo di Barcellona. Ancora in Spagna, taluno ha anche sostenuto che, in un antico castello di Burgos, sarebbe custodito il corpo del piccolo Quirico, col nome mutato in quello di Quirce, così come il nome di Hispania è stato sostituito a quello della regione di Isauria, Sicilia a Cilicia, Tartasso a Tarso.

Santa Giulitta
. Si è contestato che essa fosse la madre di san Quirico. Ma evidentemente il rilievo fa confusione con altre due Giulitte, vergini e martiri, i cui nomi si incontrano anch'essi nel Martirologio Romano.
La prima, il 18 di maggio, dove si parla di una S. Giulitta Vergine, martirizzata in Ancira di Galazia unitamente a Teodoto ed a S. Tecusa, sua fidanzata, nonché alle sante vergini Alessandra, Claudia, Faina, Eufrasia e Matrona.
L'altra, S. Giulitta Vergine e Martire, è ricordata il 30 di luglio. Questa era una ricca dama cristiana di Cesarea di Cappadocia, e fu martirizzata in quella città sotto Galerio nel 304; è quella in lode della quale ci ha lasciato uno splendido panegirico S. Basilio.
Un pagano si impadronì dei suoi beni e quando ella volle reclamarli davanti al tribunale, quello l'accusò di essere cristiana e, come tale, di non poter fruire della protezione della legge; insistendo Giulitta nel fare professione della propria fede, rifiutandosi di sacrificare agli dei, finì condannata al supplizio del fuoco (anno 304).
Giulitta è stata confusa anche con
Juliot, una santa cornovagliese di cui non si sa nulla tranne che le è stata dedicata una chiesa a Luxaylan in Cornovaglia, dove la sua festa si celebra nella domenica più vicina al 29 giugno.

Cristo circondato da tutti i Santi

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